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Il CEO di BMW potrebbe essere nei guai

I cambiamenti repentini del mercato e l’incapacità di stare al passo con alcune concorrenti potrebbero essere fatali per Harald Kruger

Viviamo alcune delle ere finanziarie più imprevedibili della storia dell’umanità e ciò è principalmente dovuto al rapido ritmo con cui le nuove tecnologie vengono introdotte sul mercato. Il settore sta cambiando così come i secolari processi produttivi e i meccanismi con i quali si stringono affari a livello globale. In tali circostanze, non è facile gestire una grande azienda come BMW e ciò sta mettendo un sacco di pressione su molti CEO di alto livello in giro per il mondo, tra i quali Harald Kruger.

In un nuovo referto proveniente da Bloomberg, alcune fonti interne affermano che il posto che Kruger sta occupando in questo momento potrebbe essere lasciato libero prima del previsto. I recenti ribassi dei profitti e le difficoltà nel portare nuove tecnologie e modelli sul mercato hanno contribuito a cambiare le opinioni positive degli azionisti sul modo in cui viene gestita la società, sottoponendo la posizione di Kruger sotto la lente d’ingrandimento.

Secondo Bloomberg, alcuni membri del consiglio di amministrazione stanno cominciando a diffidare dell’attuale CEO e discuteranno del problema nelle prossime settimane. Di solito, gli amministratori delegati di BMW rimangono in carica per due mandati alla guida dell’azienda, con una sola eccezione avvenuta nel 2006 quando Helmut Panke ha lasciato l’azienda preventivamente nel 2006. Tuttavia, nel caso di Panke, il CEO aveva compiuto il limite d’età per rimanere alla guida dell’azienda, ovvero 60 anni.

Il principale problema del quale si accusa Kruger è inerente al fatto che BMW sembra essere in ritardo rispetto ad altri costruttori di automobili nell’adottare un nuovo modello di business che possa mantenere redditizia la società in futuro, basandosi sulle auto elettriche. Ad essere onesti, sia Audi che Mercedes-Benz hanno a disposizione diversi veicoli elettrici già ordinabili ora, con autonomie reali che superano anche i 250 km, mentre BMW sta ancora lavorando alla sua ammiraglia iNext e alla iX3. Quest’ultima arriverà solo il prossimo anno e alcuni azionisti dicono sia troppo tardi per tenere il passo con la concorrenza.

Inoltre, il fatto che BMW ora stia unendo le forze con la rivale Daimler non è vista come una cosa buona da alcuni azionisti, che sono ancora riluttanti a condividere così tanta tecnologia con i loro concorrenti con sede a Stoccarda. Come se non bastasse, l’azienda deve affrontare continue guerre commerciali in corso in tutto il mondo e l’aumento delle spese necessarie per sviluppare nuove tecnologie elettriche non favorirebbero nessun CEO al mondo, che si tratti di Kruger o chiunque altro.

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Un commento

  1. Non siamo ancora all’alba della mobilità elettrica e gli azionisti BMW si lamentato della bassa reddittività …. di che cosa …… Mercedes , VW hanno profitti con l’elettrico ? Naaaaaaaaa

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