giovedì , 13 dicembre 2018
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La prima BMW elettrica: la 1602e del 1972

Chi crede che le auto elettriche siano cosa moderna, si sbaglia di grosso. Hanno origini molto molto più “antiche”, anzi sono coetanee del primo motore a ciclo otto della fine del 1800. Il problema è sempre lo stesso: la densità di energia.
Perchè se con 2.8 kg (circa 4 litri) di benzina verde si hanno 36 kWh di energia, con una batteria agli ioni di litio che ne eroga 24 kWh, si avrà una massa di 300 kg. Non una cosa da poco. Ma la ricerca non si è mai fermata, anzi c’è sempre stata la spinta al nuovo ed ad innovare. In BMW tutto è partito dalla BMW 1602e, antenata della i3 che debuttò in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco del 1972 come veicoli d’appoggio per la maratona e per il trasporto dei commissari.

La vicenda ebbe inizio tre anni prima, quando la Casa di Monaco, decise di approfondire gli studi della mobilità elettrica nella guida di tutti i giorni. La base fu fornita dalla Serie 02, che venne praticamente sventrata della “meccanica” ed al suo posto furono inseriti un “pack batterie” ed un motore elettrico. Nello specifico al posto della scatola del cambio venne inserito un motore “shunt-wound” a corrente continua con una potenza massima di 32 kW sviluppato dalla Bosch e dal peso di ben 85 kg, la cui potenza veniva indirizzata alle ruote posteriori mediante gli ingranaggi intermedi e l’albero di trasmissione. Mentre nel vano motore trovavano alloggio 12 batterie standard piombo-acido da 12 V della Varta, posizionate su un bancale. Comodo: solo 350 kg di massa sull’assale anteriore che era stato debitamente rinforzato.
Una ventola radiale da 140 W controllata da un termostato provvedeva al raffreddamento.

Il vantaggio era la sostituibilità: l’intero gruppo batteria era rimovibile in toto come unità singola e la sostituzione era “rapida” con un gruppo ricaricato.
La BMW 1602 Electric accelerava da 0 a 50 km/h in otto secondi e raggiungeva una velocità massima di 100 km/h. La sua autonomia era di circa 30 chilometri durante la guida in città, distanza che raddoppiava quando si guidava costantemente a 50 km/h.
Inoltre, il motore elettrico serviva anche da generatore, permettendo all’energia prodotta durante le frenate di essere accumulata nella batteria (freno rigenerativo).
Insomma dei veri e propri antenati degli odierni KERS.
Ovviamente la tecnologia era molto acerba ed i progressi da fare erano altrettanto consistenti.
Di conseguenza, la BMW 1602 Electric veniva vista soltanto come un primo tentativo di sviluppo invece che una soluzione fattibile.
Ma BMW credeva nella mobilità elettrica e dopo questi due prototipi vennero realizzate la LS Electric (1975) la 325 Ix (1987), la E1 (1991) e via discorrendo fino all’attuale BMW i3 e BMW i8.

 

About Michele Picariello

Ingegnere Meccanico con la passione per la scrittura. Si dedica da tempo alla ricerca di informazioni tecniche e commerciali per il mondo BMW e le realtà ad esso connesse.

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