Vista la tanta confusione che c'è sul tema delle emissioni di CO2 e sulla loro limitazione, facciamo un attimo chiarezza: la normativa europea in vigore dal 2012 prevede che l'emissione media delle auto prodotte non dovrà superare la soglia dei 120 g/km di CO2. In deroga, i costruttori che producono meno di 300.000 vetture all'anno (Porsche, Ferrari, ecc.), dovranno dimostrare di aver tagliato del 25% le emissioni inquinanti rispetto ai valori del 2006. Questo spiega il perchè della rincorsa all'ibrido anche da parte di quei costruttori che non potranno mai raggiungere il valore medio di 120 g/km di CO2
In sé l'iniziativa è lodevole (anche se sappiamo benissimo cosa dovremo pagare noi appassionati dell'auto, nonostante l'auto stessa non sia la principale attentatrice all'equilibrio dell'ecosistema), ma c'è il problema del ciclo standard per la valutazione delle emissioni: i parametri secondo cui è eseguito oggi sono ridicoli e lontani dalla realtà
Esatto. Non solo, ma la riduzione rischia di essere solo teorica, perchè le case hanno imparato tutte quante a programmare le centraline in modo tale che nei cicli di omologazioni consumino poco, senza che il consumo reale d'utilizzo sia in qualche modo cambiato.
per non parlare delle pressioni che le case possono esercitare nei confronti dei parametri per i cicli di omologazione: da qualche parte ho letto che negli USA vogliono modificarli perché attualmente si basano su una sola sosta, che non permette alle auto dotate di sistema start-stop di far valere la diminuzione di emissioni. Ergo: troveranno sempre il modo di rispettare le norme, ma a scapito del piacere di guida (imho) e del consumo effettivo, nella guida quotidiana.