Jean Todt nuovo Presidente FIA

Discussione in 'Formula 1' iniziata da DESHI BASARA, 23 Ottobre 2009.

  1. DESHI BASARA

    DESHI BASARA Presidente Onorario BMW

    19.690
    1.284
    10 Giugno 2004
    Reputazione:
    13.172.876
    MB B200CDI
    Quotone per Fab, era quello che pensavo di Schumacher mentre il popolo si rammaricava non parlasse italiano ed io mi godevo i 5 mondiali piloti consecutivi
     
  2. longi82

    longi82 Kartista

    145
    1
    30 Dicembre 2008
    Reputazione:
    45
    bmwm3e46
    Ti rispondo e chiudo questo O.T su il rapporto fra todt e l'abarth .All'epoca si parla di anno85-86 todt era il team manager del team pegeout sport rallye,come li appassionati si ricordano l'86 è stato l'anno del furto al mondiale da parte della pegeout .Brevemente ti riassumo il fatto :la pegeout a sanremo monta le minigonne per avere piu' effetto suolo,vietate pero' da regolamento,la Lancia fa reclamo che viene accettato,la questione dura fino a fine campionato,la lancia strameritatamente vince il titolo che li viene tolto poi ad ottobre ,quando la Fia respinge il reclamo regalando ai francesi il titolo.Inoltre conta che quando quei geni di torino hanno deciso alla fine del 92 di smantellare l'abarth per dirottare tutti gli sforzi sulla pista il personale è stato diviso tra i reparti corse del gruppo fiat(Abarth se cosi si puo' chiamare ,ferrari,e alfa corse-Nordauto)e alcuni al jolly club che aveva ritirato tutto il materiale riguardante la Delta.Chi si è trovato in ferrari,guarda un po' chi si vede arrivare a meta' degli anni 90 tutto sorridente e simpatico....Avendo avuto la fortuna di lavorare con alcuni di loro ti posso assicurare che appena arrivato non ha ricevuto dai meccanici questa acccoglienza calorosa:dangerous.infatti il personale dal 96 al 97 è stato cambiato in buona parte.
     
  3. BmwModena

    BmwModena Presidente Onorario BMW

    16.342
    673
    7 Maggio 2008
    Modena
    Reputazione:
    137.134
    X5 G06 Msport
    Ti posso semplicemente dire... che ogni volta che ariva un dirigente con la D Maiuscola... cambia sempre il nuvolo di funzionari quadri e altri dirigenti...
    Todt si porto' dietro mezza peugeot in ferrari... ed e' ovvio che chi e' stato soppiantato da un cugino "francese" abbia il dente avvelenato..

    Ad ogni modo... ancora un maggior plauso per todt dal tuo intervento.. che e' riuscito anche in quella occasione a muoversi Politicamente nel regolamento....
    Se il titolo e' andato in Peugeot.. vuol dire che qualche cavillo tecnico del regolamento dava appunto ragione alla peugeot... e questo non fa che rinnovare le manisfeste capacita' gestionali del Todt..

    unica cosa come gia' detto per cui non mi e' piaciuto.. e' stato in occasione del titolo del 2008 ferrari come auto e Hamilton come Pirlota. la rinunicia a fare "togliere" i punti conquistati dall'anglocaraibico ( punti tolti solo alla macchina ) .. era una chiarissima mossa politica da futuro presidente Fia....
    Da quel Giorno l'avevo fatto accomodare nella poltrona di presidente Fia.

    Aggiungo e poi termino pure io l'ot.

    ti ricordi cosa ha vinto la ferrari nel decennio precedente a quello di gestione todt? come direbbe mourinho... Zero tituli.... forse anche in quell'occasione Todt fece proprio bene a smarrire i meccanici che per anni ci hanno fatto patire tutte le sante domeniche di GP.
     
  4. zuss

    zuss Amministratore Delegato BMW

    3.613
    672
    3 Luglio 2007
    Reputazione:
    375.284.593
    G31 Sport

    ecco appunto mi interessano solo i risultati...sempre meglio del buonismo e delle pacche sulle spalle che ci sono adesso in Ferrari...
     
  5. DESHI BASARA

    DESHI BASARA Presidente Onorario BMW

    19.690
    1.284
    10 Giugno 2004
    Reputazione:
    13.172.876
    MB B200CDI
    non potrei essere più d'accordo di così
    :wink:
     
  6. n2o

    n2o Presidente Onorario BMW

    5.989
    130
    10 Agosto 2006
    Reputazione:
    30.916
    In cerca
    la Ferrari elogia il lavoro di Jean Todt



    Guardando la storia della Ferrari in Formula Uno, si nota che gli anni a cavallo del secondo millennio sono stati i più ricchi in termini di risultati e di successi.

    La miscela esplosiva che ha portato a queste prestazioni è stata l’unione delle capacità di tre uomini, tutti diversi ma con un desiderio in comune: conquistare il mondo delle corse.


    Il primo è Luca di Montezemolo, un uomo estroverso che trasuda fascino per il suo modo di affrontare i problemi; il secondo è Michael Schumacher, pressoché ossessivo nella sua ricerca della perfezione; e il terzo è Jean Todt, severo con se stesso e ostinato nel seguire i suoi metodi, un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro.

    Il risultato dell’opera di questo terzetto trionfale? Dal 1996 al 2006 la Ferrari ha conquistato: ottantanove vittorie nei Gran Premi, settantasei pole position, settanta giri più veloci e 1.649 punti validi per la classifica del Campionato del Mondo, raccolti per vincere sei Titoli Costruttori e cinque Mondiali Piloti.

    Al termine del mese di marzo 2009 Jean Todt, Direttore Sportivo della Scuderia Ferrari e in seguito Amministratore Delegato e membro del Consiglio d’Amministrazione, ha lasciato l’azienda. Riflettiamo ora sulla straordinaria epopea degli ultimi sedici anni.
    Jean Todt approdò in Ferrari quando la parola “vittoria” sembrava quasi dimenticata.

    Quando nel 1991 Montezemolo ritornò nelle vesti di Presidente, dopo quindici anni di assenza, trovò un’azienda in difficoltà nel focalizzare le criticità che la affliggevano.
    Le monoposto non vincevano più le corse, le vetture di produzione erano piuttosto obsolete e l’organizzazione di vendita non era organizzata in modo ottimale.

    Il nuovo Presidente prese la situazione in pugno: iniziò dalla produzione e cambiò radicalmente la Gestione Sportiva. Scelse un uomo con una grande passione per l’automobile ma senza una precedente esperienza in Formula Uno, un uomo con una grande capacità organizzativa e determinato a riuscire.

    Le caratteristiche di Todt non erano comuni. Era pragmatico: “Todt era attentissimo ai dettagli”, ricorda un collega. “La sua forza stava nell’applicare la medesima attenzione sia alle cose piccole sia a quelle grandi: dopo tutto, in Formula Uno qualunque dettaglio ti può fermare”.

    Dedicava al lavoro tutte le sue energie: era sempre l’ultimo a lasciare l’ufficio. “Chiedeva a varie persone la medesima cosa, per verificare che tutti fossero informati”. Ed esigeva dai suoi collaboratori una fiducia totale e una concentrazione estrema. “Sapeva riconoscere chi faceva la differenza. Conosceva tutti, e sapeva come motivare dimostrando di essere sempre informato su tutto”.

    Il metodo di lavoro di Todt era un altro elemento che lo rendeva unico. Combinava la tenacia con il rigore, e tutti erano sempre sotto pressione. “Venne da me quando era quasi mezzanotte e mi disse, molto seriamente, di allestire un letto da campo per dormire in ufficio”. Todt era anche determinato ad assumersi le sue responsabilità e quelle dei suoi collaboratori: “Todt era uno scudo per tutti noi”.

    Con la forza di Todt e della sua squadra, trasformatasi in arma letale nel 1997 grazie all’arrivo di Ross Brawn e Rory Byrne, i risultati non tardarono a giungere, rapidi e copiosi. Macchina da combattimento costruita sulle capacità di tutti e ispirata dalla passione del Presidente, la gestione di Todt sarà difficile da ricreare in futuro. “Todt era formidabile nelle relazioni istituzionali, nella politica e nelle importanti negoziazioni che coinvolgevano gli sponsor”- afferma Stefano Domenicali, l’uomo che ha raccolto il lascito di Todt.

    “A lui desidero augurare il meglio per un futuro ancora ricco di soddisfazioni professionali e personali”, ha dichiarato Montezemolo alla partenza di Todt. “Gli anni passati insieme, le vittorie ma anche i momenti difficili hanno creato un forte legame tra Jean Todt e la Ferrari. Un legame che durerà per sempre”.

    Amedeo Felisa, che ora ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato appartenuto a Todt, ha affermato: “Per la ricostruzione della Gestione Sportiva, per i risultati che ha ottenuto e per le doti manageriali che ha dimostrato, Todt ha dato un contributo straordinario alla Ferrari”.

    Via | Ferrari Press
     

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