Incipit

Discussion in 'Libri e riviste' started by t.a.g., Oct 22, 2008.

  1. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia schifa infanzia e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.

    Primo, quella roba mi secca, e secondo ai miei genitori verrebbero un paio d'infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre.

    Carini e tutto quanto - chi lo nega - ma anche tremendamente suscettibili. D'altronde non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare la mia dannata autobiografia e compagnia bella...

    [il Giovane Holden - Jerome David Salinger]

    :confused: e così anche salinger se ne è andato... è morto avant'ieri, in silenzio come era vissuto nell'ultimo mezzo secolo della sua vita.

    tornando all'opera in questione, quanto sia potente e financo capace di cambiare la vita di una persona è certificato dal fatto che l'assassino di john lennon (mark chapman) ne aveva una coppia sottobraccio, quel maledetto giorno del dicembre 1980.

    questo è un romanzo che fa viaggiare indietro nel tempo fino all'adolescenza, facendo rivivere i primi amori, le amicizie e tutti gli inevitabili travagli adolescenziali. anzi, questo è "IL" romanzo generazionale, e non si pensi a putta.nate tipo moccia & company, perchè qui siamo di fronte ad una prosa "maledetta" e di alto livello che a suo tempo causò scandalo e persecuzioni nei confronti dell'autore.

    l'ambientazione è la new york anni '50, e vengono raccontate le peripezie di un sedicenne durante il viaggio di ritorno verso casa dopo la sua terza espulsione da ben tre scuole diverse.

    il protagonista, holden caulfield, è il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità e dell'innocenza, in aperto contrasto con il mondo artificioso degli adulti. infatti l'ambientazione sociale scelta è quella medio-alto borghese, con i suoi codici di comportamento, il suo conformismo e la sua - in definitiva - assenza di valori: dal momento che la coppia borghese tende a procreare a propria immagine e somiglianza, sarà l'adolescente a ribellarsi, al fine di ricercare una propria autonoma identità e non accettando di "lasciarsi educare". è evidente, in ciò, un chiaro richiamo alla figura di huck finn di mark twain.

    alcuni pensano che l'esilio volontario che salinger si è autoinflitto nell'ultima parte della sua vita sia dovuto al trauma della celebrità e del successo, ed alle contestuali feroci critiche subite all'indomani della pubblicazione del romanzo... dicono che questa ferocia abbia schiacciato per sempre la delicatezza di quelle copertine bianche, di quelle analisi psicologiche, di quella finissima naturalezza di prosa... :confused:

    R.I.P., J.D.
     
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  2. Davide-Z

    Davide-Z Direttore Corse

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    Apr 11, 2007
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    Mi spiace per Salinger! non sapevo fosse deceduto,

    il libro non l'ho mai letto, ogni tanto pensavo di comprarlo e poi lo dimenticavo...

    mi sa che stavolta lo leggo finalmente :) /emoticons/smile@2x.png 2x" width="20" height="20" />
     
  3. MixCompacte36

    MixCompacte36 Presidente Onorario BMW

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    Se mai racconto delle avventure nel mondo d'un uomo prvato meritò d'essere reso pubblico e, una volta pubblicato, risultò accettabile, tale, a giudizio dell'editore, sarà questa storia.


    Le meraviglie della vita di quest'uomo superano (egli crede) tutto quanto è stato pubblicato finora; a stento la vita di un singolo uomo può contenerne una maggiora varietà.



    [.......]


     

     


    Sono nato nel 1632 nella città di York da una buona famiglia, sebbene non di quella regione, perché mio padre era straniero, di Brema, e s'era prima stabilito a Hull. Poi, essendosi fatto un buon patrimonio con la mercatura, aveva cessato dal commercio ed era andato a vivere a York, la città di mia madre, i cui parenti si chimaavno Robinson, un'ottima famiglia di quelle parti, e dai quali io presi il nome di Robinson Kreutznaer; ma, per la corruzione dei nomi frequente in Inghilterra, ora ci chiamano, anzi noi stessi ci chimiamo e firmiamo con questo nome, Crusoe, e così mi hanno sempre chiamato i miei compagni.


     

     

     


    Daniel Defoe - Le avventure di Robinson Crusoe.



     
  4. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Jessie sentiva la porta di servizi che sbatteva piano, a intervalli regolari, nella brezza d'ottobre che soffiava per la casa. In autunno le stipite si gonfiava puntualmente e occorreva tirare la porta con forza per serrarla. Questa volta se n'erano dimenticati. Pensò di dire a Gerald di andare a chiuderla prima che fossero troppo lanciati, con il rischio che quel rumore le facesse saltare i nervi. Poi riflettè che date le circostanze era ridicolo. Avrebbe guastato l'atmosfera.

    Quale atmosfera?

    Bella domanda, quella. E mentre Gerald ruotava il corpo cavo della chiave nella seconda serratura, mentre udiva lo scatto lieve poco sopra l'orecchio sinistro, concluse che, almeno per lei, non c'era atmosfera da conservare. Proprio per questo si era accorta che la porta non era stata fissata a dovere. Per lei l'erotismo del rapporto schiava-padrone era stato di breve durata.

    Lo stesso non si poteva però dire di Gerald. Indossava solo un paio di boxer, ora e non aveva bisogno di guardarlo in faccia per vedere che il suo interesse per quel gioco era ancora più che vivo.

    Che stupidaggine, pensò, ma nemmeno la stupidità la raccontava tutta. C'era anche una punta di paura. Non le andava di ammetterlo, ma c'era.

    "Gerald, perchè non lasciamo stare?"

    Lui esitò, un pò perplesso, poi attraversò la stanza diretto al comò a sinistra della porta del bagno. La sua espressione si rasserenò mentre camminava. Lei lo osservò dal letto, con le braccia sollevate e aperte, un pò come Fay Wray incatenata che aspettava lo scimmione in King Kong. Due coppie di manette le bloccavano i polsi ai montanti di mogano del letto. Le catenelle le concedevano non più di una di una spanna di movimento. Non molto.

    Gerald posò le chiavi sul comò, due tintinnii da niente, ma il suo udito era eccezionalmente sensibile per un mercoledì pomeriggio qualsiasi, e si girò verso di lei. Sopra di lui, sull'alto soffitto bianco della camera da letto, dondolavano e danzavano i riflessi delle increspature del lago.

    [il Gioco di Gerald - Stephen King]
     
  5. MixCompacte36

    MixCompacte36 Presidente Onorario BMW

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    questo di King, mi manca!:biggrin::wink:
     
  6. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Aveva piovuto tutto il giorno. Di solito me ne infischio, se piove o no, ma quella volta avevo promesso di montare le tende e di portare il bambino in spiaggia. Mi ero anche riproposto di applicare quei cavolo di stencil alle pareti loro riservate nella parte della cantina che il nostro mediatore aveva definito tavernetta, e inoltre volevo capire in che modo impegnare quella soffitta che secondo il mediatore, sempre lui, andava considerata un disimpegno, passibile di trasformarsi in stanza degli ospiti, studio, o laboratorio. Ma subito dopo colazione mi ero lasciato distogliere dai miei propositi. Tutta colpa di un arretrato di « Selezione ». È una rivista che di solito non leggo. Mica per altro, non ne ho bisogno, dato che tutte le mattine sul 751 e tutte le sere sul 603 sento analizzare ogni suo articolo nei minimi dettagli. A Verdant Green - duecento case tirate su in quattro stili differenti - ne vanno tutti pazzi. In pratica non parlano d’altro. Eppure devo confessare che quel benedetto periodico, quando mi capita in mano, finisce per catturare anche me. Quella volta in particolare mi ero appassionato, nell’ordine, ai pericoli cui sono esposte le nostre scuole pubbliche, alle meraviglie del parto naturale e alle gesta di una comunità dell’Oregon che aveva sgominato un traffico di marijuana. Quindi ero passato a una certa figura che un certo famoso scrittore di cui ora mi sfugge il nome considerava il personaggio più indimenticabile da lui incontrato. Un momento, un momento. Indimenticabile? Be’, era ovvio che l’autore non sapeva di cosa stesse parlando. Temo che il significato stesso della parola gli sfuggisse: a lui, come a chiunque non avesse conosciuto mia zia Mame. Però dovevo ammettere che fra il suo personaggio indimenticabile e il mio qualche parallelo si poteva tracciare. Il suo era una tenera zitella del New England che viveva in una tenera casettina bianca di legno, e che un giorno aveva aperto la sua tenera porticina verde per ritirare, come ogni mattina, la sua copia dello «Hartford Courant»: ma invece del giornale, si era ritrovata sulla soglia una tenera cesta di vimini, con dentro un tenero frugoletto. Il resto dell’articolo raccontava come e qualmente il personaggio indimenticabile avesse raccolto il frugoletto, e come negli anni successivi lo avesse cresciuto. A quel punto avevo chiuso « Selezione », e mi ero messo a pensare al tenero donnino che aveva tirato su me.

    [La Zia Mame - Patrick Dennis]

    siamo negli stati uniti degli anni '20. patrick ha 11 anni, e vive con il padre, ricco ed altero perbenista che educa il figlio con quel freddo distacco che oggi, probabilmente, gli procurerebbe un mucchio di giuste critiche, ma che nella società dell'epoca era usuale. il padre gli fa un profetico ed inquietante discorsetto, e cioè che, in caso lui morisse, sarebbe per lui la peggiore delle disgrazie possibili, perchè sarebbe affidato a una zia (sua sorella) che è per lui una calamità fatta donna. in effetti, purtroppo, il padre effettivamente muore dopo pochi giorni, stroncato da un malore nella sauna del suo club. patrick viene spedito a new york con la fedele balia nora, irlandese cattolicissima timorata di Dio, e si trova al cospetto di una gran dama leggermente equivoca, che lo apostrofa così "ma patrick, caro, sono tua zia mame !".

    patrick si trova all'improvviso coinvolto nel turbinìo di vita della zia, uno dei personaggi più eccentrici, poliedrici ed involontariamente spassosi che uno scrittore abbia mai concepito, e attraversa insieme a lei l'america dei tre decenni successivi in un bailamme ilare ed avventuroso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna e cadute in disgrazia che non dà respiro.

    siamo dinnanzi ad un romanzo che alla sua uscita, nel 1955, balzò subito in vetta alle classifiche di vendita. ma non si tratta del solito prodotto commerciale hollywoodiano, e nemmeno della classica saga familiare o della parabola ascendente/discendente del sogno americano, ma di un concentrato a 360° di comicità e cultura intessuto sullo sfondo dei grandi avvenimenti che hanno colpito gli stati uniti negli anni venti, dalla crisi del ‘29 alle avanguardie artistiche.

    se vi siete chiesti da dove hanno preso ispirazione gli autori di forrest gump, qui trovate una risposta.
     
  7. antiniska

    antiniska Amministratore Delegato BMW

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    Interessante....preso nota.

    Grazie.
     
  8. MixCompacte36

    MixCompacte36 Presidente Onorario BMW

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    molto molto interessante!:biggrin::wink:
     
  9. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Una sera d'estate, dice l'attore, sarebbe al centro della storia.

    Non un soffio di vento. E già, spalancata davanti alla città, con vetrate e finestroni aperti, fra il cupo rosseggiare del tramonto e la penombra del parco, la hall dell'hotel de Roches.

    All'interno, donne con bambini; parlano della sera d'estate, è così raro, tre o quattro volte in tutta la stagione, forse, e neanche ogni anno, bisogna approfittarne prima di morire, chissà se Dio ce ne regalerà ancora di così belle.

    Fuori, sulla terrazza dell'hotel, gli uomini. Si colgono le parole altrettanto distintamente di quelle delle donne nella hall. Anche loro parlano di estati passate sulle spiagge del Nord. Ovunque, le voci che dicono l'eccezionale bellezza della sera d'estate sono ugualmente leggere e vuote.

    [Occhi blu, capelli neri - Marguerite Duras]

    un romanzo di difficile lettura. la prosa di marguerite duras può lasciare di primo acchito una sensazione sgradevole, a causa della sua ermeticità. lo stile è impersonale e freddo, a causa dell'utilizzo costante della terza persona, l'ambientazione è minimalista: sembra la sceneggiatura di un'opera teatrale.

    si intuisce qualcosa di profondo, insomma, ma è estremamente difficile metterlo a fuoco... ma ecco che, posato il libro ed immersi in tutt'altre faccende, dentro di noi maturano con crescita esponenziale dei lampi di comprensione, o meglio di percezione.

    "occhi blu, capelli neri" racconta di un uomo e una giovane donna uniti dalla comune conoscenza di un ragazzo straniero dagli occhi blu e dai capelli neri che ha fatto breccia nei loro cuori.

    i due fanno conoscenza in un caffè in riva al mare, entrambi soli e tristi. il ricordo di questo straniero li unisce, piangono insieme ma sono due mondi totalmente distanti: l'uomo chiede alla ragazza di dormire con lei, confessandole che la sua vicinanza può salvarlo dalla pazzia.

    la loro relazione, i loro incontri, sono fatti di silenzi e sofferenza, lunghe ore di sonno per provare a dimenticare il dolore che li ottenebra, lacrime, desiderio di farla finita.

    un patimento tipicamente esistenzialista, a metà tra il desiderio di trovare una scappatoia per continuare a vivere ed il desiderio di morire.

    nella storia, ad un certo punto, esistono solo un uomo ed una donna, e poi un altro uomo ancora (occhi blu, capelli neri), una casa, le lenzuola bianche, ed infine il mare che si agita forte contro una parete. ciò che rimane è un amore che, oltre a non riuscire ad essere detto, non riesce neanche ad esser fatto.

    questo romanzo è per chi ama i silenzi e i gesti, per chi crede che l’amore può percorrere mille strade diverse. l'autrice traduce in parole gli stati d’animo, facendoli accomodare dentro una stanza di una casa al mare nella quale i personaggi rincorrono un amore intenso ed impossibile... che, proprio per questo, ci risulta insopportabile
     
  10. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Dec 23, 2006
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    Come le sembrava brutto, quell'uomo ! Brutto e abbastanza vecchio. Un magrone stagionato e rinsecchito, il naso fragile, la fronte ossuta, le labbra avare. Gli occhi no: erano di una persona triste, o sorpresa dal fotografo in un momento di malinconia, però possedevano un guizzo che l'attraeva, di determinazione e di dolcezza.

    [Ti Condurrò Fuori Dalla Notte - Giampaolo Pansa]

    una ragazza, un conto in sospeso, un uomo. dove può avvenire la resa dei conti se non in un luogo sospeso nel tempo qual è il piccolo sahara sardo, terra di miniere fantasma dalle quali sale perso nel vento di maestrale il lamento della "carne da miniera" ?

    ma vent'anni di colpe e di una guerra dichiarata da una sola parte, una guerra che ha prodotto sofferenze e disillusioni, il crollo di ideali, la consapevolezza di essere stati usati e di aver usato... vent'anni di piombo della nostra storia si frappongono fra i due.

    un romanzo che si legge tutto di un fiato, ricco di allegorie d'ambientazione e venato da disperate raggiunte consapevolezze politiche. il travaglio sociale di un'intera nazione è sullo sfondo della vicenda, e le dune di ingurtosu stanno a guardare...


    [YOUTUBE]

     
  11. Penelope

    Penelope Collaudatore

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    Jul 6, 2008
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    Gran Vitara
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    "sono nata in un paese tragico, un paese il cui nome è Afghanista. Nella mia vita ci sono stati momenti e vicende insolite, tuttavia sotto molti aspetti la mia storia è la storia di una generazione. Ho trent'anni e da quando sono nata, il mio paese è stato costantemente devastato dal flagello della guerra. ..... Il popolo afgano è stato tradito una volta di più, tradito da coloro che pretendevano di volerlo aiutare. Dopo oltre 7 anni dall'invasione americana, siamo ancora alle prese con l'occupazione straniera e con un governo spalleggiato dagli americani ma costituito dai signori della guerra, che sono esattamente come i talebani. Infatti, invece di processare questi spietati tagliagole per crimini di guerra, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno dato loro il potere, mettendoli in condizione di continuare a terrorizzare il popolo afgano.

    un libro-testimonianza che apre gli occhi sulla realtà afgana, sul silenzio della stampa internazionale, sugli interessi economici e politici che stanno alla base..... e i nostri ragazzi continuano a rischiare la loro vita, illusi di far parte dei "buoni" ....
     
  12. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    Prologo

    "Mi chiamo Enzo. Amo il mio nome, lo stesso del grande Ferrari, e come lui adoro le macchine. So tutto: i modelli, le scuderie, i piloti, le stagioni...

    Me lo ha insegnato Denny. Per sbarcare il lunario lavora in un'autofficina, ma in realtà è un pilota automobilistico, un asso, anche se per ora siamo in pochi a saperlo. Perchè Denny ha delle responsabilità, una famiglia di cui prendersi cura, perciò non può dedicarsi interamente alle gare. Eppure è un vero campione, l'unico che sappia davvero correre sotto la pioggia. Lui è come un fratello per me e in questi anni ne abbiamo passate tante insieme. Ah, ho dimenticato di dirvi una cosa importante: sono il cane di Denny, e questa è la mia storia."

    Incipit

    "I gesti sono tutto quel che ho, e a volte possono essere eclatanti. Se mi capita di esagerare e sconfinare nel melodramma è perchè sono costretto a farlo, per comunicare in modo chiaro ed efficace. Per farmi capire, senza dubbi o malintesi. Sulle parole non posso contare perchè, con mio grande dispiacere, la mia lingua è stata concepita lunga, piatta e floscia, uno strumento davvero poco efficace per rigirarmi in bocca il cibo quando mastico, e ancora meno efficace per produrre quegli ingegnosi e complicati polisillabi che messi insieme formano le frasi. Ecco perchè adesso me ne sto qui in cucina ad aspettare che Denny torni a casa - dovrebbe arrivare a momenti - sdraiato sulle fredde pianelle del pavimento, in una pozza della mia stessa urina."

    se mai ho letto un libro che sembra fatto apposta per piacere al forumista medio di bmwpassion, questo è "l'arte di correre sotto la pioggia".

    la formidabile voce narrante è quella di enzo, un cane che crede di essere un umano, o quasi, e che comunque crede che, quando morirà, si reincarnerà in un involucro umano. fermamente convinto della sua futura metempsicosi, enzo riesce con impegno a tenere a bada buona parte della sua natura canina (ricorre soltanto a quelle caratteristiche che, al momento, possono fargli comodo) ed a sviluppare persino le sue conoscenze sfruttando la tv che denny gli lascia talvolta accesa per fargli compagnia, quando si assenta da casa.

    dato il gran numero degli amanti degli animali che "popola" il forum, questo è il primo degli elementi che mi ha fatto pensare ad un interesse per quest'opera. se, poi, il suo fratello (più che padrone) umano lavora in un'officina specializzata bmw per poter inseguire il suo sogno di diventare pilota professionista, possiede e guida una bmw, è un artista/filosofo del volante (specialmente nella guida sotto la pioggia), gli ingredienti ci sono tutti...

    naturalmente, potrebbe trattarsi di un libercolo scadente con qualche coincidenza, e nulla più. ma non è così: imho si tratta di un'opera che denota una rara sensibilità unita ad un talento innato per la tecnica di prosa.

    se fossi uno scrittore, mi piacerebbe scrivere così. probabilmente il mio stile sarebbe molto simile, ma, si sa, bisogna essere nati con un paio d'ali per poter volare...

    vi invito vivamente alla lettura, resterete sorpresi e certamente turbati dalle emozioni evocate dalla vicenda. enzo, ormai anziano, ripercorrerà la sua vita in seno alla famiglia che lo ha accolto, fra momenti lieti e tragici, perle di saggezza mediate fra il mondo canino e quello umano, il tutto sullo sfondo di una visione filosofico-contemplativa della realtà che costringe a guardarsi dentro, perchè...

    "con il potere della mente, la determinazione, l'istinto e l'esperienza, si può volare molto in alto"

    Ayrton Senna
     
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  13. antiniska

    antiniska Amministratore Delegato BMW

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    Grazie per la segnalazione, quando la tempesta di emozioni sarà placata lo leggerò assolutamente.:wink:
     
  14. Gigi

    Gigi Presidente Onorario BMW

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    May 8, 2007
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    Velox
    Libro davvero bellissimo, l'avevo segnalato anch'io tempo fa ;) /emoticons/wink@2x.png 2x" width="20" height="20" />

    Cosa dire, è un libro che ho letto nel periodo più difficile della mia vita e lo leggevo con le lacrime agli occhi... un finale molto bello ed emozionante, nel quale a breve mi ritroverò diventando zio e ritrovando il mio personalissimo Enzo :) /emoticons/smile@2x.png 2x" width="20" height="20" />
     
  15. bourne

    bourne Amministratore Delegato BMW

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    il trattore nero
    =D>=D>=D>

    Ho letto anch'io questo libro. Mi ha fortemente emozionato pur avendo superato da parecchio il periodo crisi post-addio del cane precedente (mi pare brutto dire "vecchio") e avendo un nuovo cane. Chiaramente in questo genere di opere si ricorre spesso alla fantasia per poter descrivere come un cane può vivere la propria vita, con tanto di emozioni e volontà; tutto questo però non diventa una fiaba per bambini. Lo consiglio vivamente anch'io per tutti coloro che sanno cosa vuol dire avere un cane per amico e compagno di vita, ma anche per coloro che non hanno potuto ancora scoprire quest'immensa fortuna. Probabilmente si pone sullo stesso piano di Io&Marley, forse ancora su uno scalino più alto per noi bmw(ap)passion(ati) e spero vivamente in una trasposizione sul grande schermo per avere qualche momento di pianto in più :mrgreen:
     
  16. antiniska

    antiniska Amministratore Delegato BMW

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    Nov 2, 2009
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    domani lo compro, non resisto....

    Signor T.a.g. compro anche lo xanax....:wink:
     
  17. t.a.g.

    t.a.g. Direttore Corse

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    BMW Z4segàra+F800GSarrogaperda
    vedrai che non ho esagerato. mi piacerebbe anche un tuo commento. ho molto apprezzato quello di bourne, perchè è difficile recensire in modo equilibrato un libro così emozionante :wink:

    che idea, l'allegoria di fondo, che idea... =D>=D>=D>
     
  18. MixCompacte36

    MixCompacte36 Presidente Onorario BMW

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    Sorprendente l'invenzione letteraria che sembrerebbe tradurre nell'afasia ancestrale dell'animale l'enorme dramma dell'incomunicabilità o, peggio, dell'impossibilità di spiegarsi compiutamente pur potendo comunicare: uno dei limiti umani più struggenti, lo iato incolmabile tra l'essere ed il fenomeno.

    Lo comprerò perché voglio farne dono alla mia donna, sensibilissima anima amante dei cani...:biggrin:

    Grazie, TAG, per le rare bellezze letterarie che spesso ci ofri.:biggrin::wink:
     
  19. Seraph

    Seraph Amministratore Delegato BMW

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    Nov 3, 2008
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    .
    G.D. Roberts - Shantaram
    Se a qualcuno interessasse potrei anche tentare di buttar giù una breve recensione, ma eventualmente arriverebbe fra un pò di tempo, ancora non ho terminato le 1174 pagine del romanzo :wink:
     
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  20. Il_Bardo_di_Monaco

    Il_Bardo_di_Monaco Amministratore Delegato BMW

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    Jun 9, 2009
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    118d E87 Nazgùl Edition
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    Di lì a qualche ora dormivamo entrambi.

    è l'inizio di Islampunk, un folle libro su una casa occupata da punk musulmani a Buffalo, New York.

    L'alienazione con la quale viene subito buttata sulla faccia del lettore la blasfema mescolanza di religione e vita-punk, è geniale.
     
    Last edited by a moderator: Aug 6, 2010

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