E' un team rodato, ci mancherebbe solo che avesse le stesse difficoltà delle prime uscite con la (prima) barca dell'edizione passata. Ma anche i kiwi sono ben rodati e non sottovaluterei nemmeno gli americani e gli inglesi. Gli unici esordienti, se proprio vogliamo chiamarli così, sono i francesi e gli "svizzeri", ma credo che abbiano attinto molto dall'esperienza già consolidata degli altri team. A meno di clamorosi errori progettuali, stavolta non mi aspetto di vedere imbarcazioni semiaffondate o che non riescono a decollare.
Ho curiosato tra le prime uscite in mare di Luna Rossa, Alinghi e Ineos. Devo dire che l'assetto di LR mi piace molto: si vede che il progetto ha tenuto bene in considerazione quello che avrebbe poi dovuto essere l'assetto di navigazione. Pecca forse un pochino in stabilità, ma sicuramente devono ancora mettere a punto molte cose e fare tanti test. Alinghi e Ineos invece mi ricordano l'assetto di American Magic della volta scorsa, con la prua molto bassa sull'acqua e la poppa in alto, come a volersi incuneare dal basso. Ineos comunque sembra già molto stabile, grazie forse all'esperienza accumulata. Dei 3 Alinghi sembra quella più indietro, sia come progetto dello scafo che come navigazione, ma è presto per dire qualcosa. Dovremo aspettare agosto per vedere i primi scontri diretti e capire chi ha lavorato meglio.
Tra un paio di mesi sapremo chi ha realmente reso più performante il proprio scafo, ma soprattutto il proprio equipaggio. Barcellona è un bel campo di regata, l’area di regata è stata confermata a sud de La Barceloneta, quindi visibile dalla costa.
Finora la barca più "divergente" sembra essere quella di Alinghi. Però è anche un team esordiente, quindi difficile prevedere se siano stati i più bravi o i più azzardati. Notavo che sono anche gli unici ad aver già sfoderato i foils di nuova generazione. Secondo alcuni osservatori Alinghi potrebbe aver sfruttato molto le competenze aerodinamiche di Redbull in Formula 1, ma resto dell'idea che la forma degli scafi non determinerà il vincitore. Più importante lavorare sul layout velico e delle manovre. Il resto lo farà l'equipaggio, che dovrà essere impeccabile. Queste imbarcazioni arrivano a prestazioni assolutamente inimmaginabili per il mondo velico di solo qualche anno fa e richiedono una totale perfezione di condotta per vincere: basta sbagliare una manovra di cambio mure per perdere molti secondi che non potranno più essere colmati se l'avversario non fa altrettanto.
In effetti è l'unica che ha una linea di chiglia come dici te "divergente" dalle altre. Sè riesci ad immaginare lo scafo capovolto, ha molto di una F1.
Alle velocità a cui arrivano la forma dello scafo deve essere molto aerodinamico più che altro tanto in acqua ci sta poco e solo a bassa velocità.
A proposito di certe velocità in acqua... Molto tempo fà andai a trovare un amico e frà di corso, Comandante a bordo di un aliscafo lanciamissili della Marina, classe Nibbio, di stanza a Brindisi. Anche quelli raggiungevano all'incirca i 50 nodi, sembrava di volare sull'acqua, ma erano spinti da turbine idrojet della RollsRoice.
A tutt'oggi le unità navali combattenti, ovvero dotate di armamento pesante della MMI che raggiungono certe velocità, sono veramente pochissime.
Non voglio neanche pensare quanto consuma e inquina. Comunque al di là di queste barche che camminano a 40/50 nodi tutto il mondo della vela si è evoluto moltissimo in questi ultimi anni.
Consumi sicuramente altissimi... Sè ricordo bene era una turbina a gas della RR da 4500cv. Alla partenza un fortissimo odore di carburante, che svaniva a regime.
Ed eccole qui, tutte in acqua a provare. Manca solo ETNZ, che per il momento si allena per conto proprio.
Tu che con l'inglese ci lavori, guardati questo video (e poi se fai un riassunto ti ringrazio ). Il canale Mozzy Sails è sempre molto più che interessante, ma questo filmato andrebbe compreso per bene.
Interessante. In pratica American Magic sostiene che i neozelandesi e gli inglesi stanno barando, poiché potrebbero aver sviluppato un sistema di guida automatica. Il protocollo non proibisce automazioni (quindi potresti accoppiare in un unico comando elettronico il sollevamento del foil e la rotazione dell'albero, come si vede nel video), ma proibisce di automatizzare questi eventi sulla base di informazioni provenienti dall'esterno (direzione del vento, intensità, rotta, ecc). Per essere sicuri di questo ultimo punto, hanno previsto un ritardo di 2 secondi tra lo scambio di informazioni dei sensori (vento, ecc) ed i sistemi di controllo della barca (foils, ecc). Quindi lui (autore del video) dice che tecnicamente sarebbe impossibile creare un pilota automatico sulla base di informazioni "vecchie" di 2 secondi, ma dice anche che se il team principal di American Magic lancia un'accusa del genere, potrebbe sapere qualcosa di più. A fondamento delle accuse, ricorda il sistema di controllo automatico sviluppato dai neozelandesi nell'America's Cup del 2017 (ai limiti del regolamento di allora) e le furbate di Mercedes (partner degli inglesi) in Formula 1.
A grandi linee avevo compreso, ma averne piena contezza è decisamente meglio (e più comodo... ). Ha mostrato anche una foto del pannello di controllo di Luna Rossa con i comandi, se non ricordo male, no?
L'ho guardato molto in fretta. I suoi commenti sono molto interessanti, ma tende ad essere prolisso perchè vuole far durare di più i suoi video (ed i suoi incassi). Comunque, che ogni team stia cercando una scorciatoia tra le pieghe del regolamento non è certo una novità. Mi auguro e credo che anche Luna Rossa ci abbia guardato dentro. Anche perchè la batosta dell'ultima volta se la ricordano ancora.
Guardato meglio dal PC: ha ceduto per primo lo strallo del fiocco, di conseguenza l’albero è rimasto sottoposto alla sola tensione del paterazzo (e delle sartie) e s’è spezzato. Chissà a quelli livelli di tensione caricano quelle sartie.