mercoledì , 19 settembre 2018
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Recensione: cosa ne pensano all’estero dell’Alfa Romeo Stelvio?

Avete sicuramente letto decine di recensioni sulle Alfa Romeo del nuovo corso: la Giulia e la Stelvio. Sono auto italiane e probabilmente avrete letto recensioni italiane. Ma per capire se questo storico brand sta veramente facendo la differenza bisogna leggere anche cosa ne pensano all’estero.

Ci siamo limitati a tradurre un articolo di BMWblog che ha avuto modo di fare una recensione completa di un’Alfa Romeo Stelvio. Stiamo parlando di un blog che, come il nostro parteggia per BMW, ma sarà riuscito il SUV italiano a fare breccia?

Scopritelo nelle righe seguenti:

Le auto italiane hanno purtroppo la brutta fama di auto inaffidabili, e spesso soffrono di pecche di design e di materiali di bassa qualità; purtroppo questa è la fama nel mercato dell’automobile, soprattutto se le compariamo con le controparti tedesche e giapponesi. Tuttavia, le auto italiane si sono comunque distinte nella storia per vere e proprie opere d’arte dell’auto assolutamente inattaccabili. E’ impossibile, guidando un’auto italiana, non esclamare “ma è così bella, aggressiva, elegante, nonostante i difetti!”. Insomma, dietro alle auto del bel Paese, c’è un fascino magnetico; e proprio questo è il fascino che aleggia attorno a questa Alfa Romeo Stelvio.

Che auto è?

Nel tentativo di entrare nell’agguerrita concorrenza delle auto premium, Alfa Romeo ha prodotto questa Alfa Romeo Stelvio, il primo SUV del brand. Un SUV per Alfa Romeo è scioccante quanto lo è stato per Porsche, BMW e Mercedes-Benz, ma eccolo qui. Disegnato per competere direttamente con la BMW X3, Audi Q5 e Mercedes-Benz GLC, in stazza, performance, qualità e prezzo.

La Stelvio è basata sullo stesso pianale a trazione posteriore della berlina Giulia, un’auto che abbiamo provato e amato; insomma, lo scheletro è assolutamente di livello. Quando la gente pensa ad Alfa Romeo, pensa a modelli storici come la Giulietta Spider, alla 6C o alla più recente 8C, tutte auto che trasmettono stile, performance e passione, ma non praticità. Tuttavia, se Alfa Romeo vuole competere con le tedesche, deve riuscire a creare un SUV di valore, qualcosa di richiestissimo nel mercato del lusso. Alfa Romeo, famosa per tutt’altro che per i suoi (fino ad ora inesistenti) SUV, riuscirà a farcela?

L’esterno

Senza alcun dubbio, l’Alfa Romeo Stelvio è un bel SUV. Dall’esterno, probabilmente la Stelvio perde in bellezza solo con la stupenda Jaguar F-Pace. I SUV devono essere pratici in modo che possa offrire più spazio e capacità di carico. L’auto rispecchia appieno il classico design italiano, pieno di curve sinuose.

Solo gli italiani riescono a mettere tutte le loro emozioni nei propri lavori, quando si parla di auto. Solo salire al volante di questa Stelvio fa venire i brividi, talmente è bello e originale lo stile di quest’auto. Anche auto che personalmente apprezzo molto, come la nuova BMW X3, non possono competere con la Stelvio in questo campo. Se pensiamo che la nostra auto in prova era di colore nero, ci chiediamo come sarebbe potuta essere una Stelvio di colore rosso fiammante.

Certo, il design non è perfetto. L’auto è forse troppo massiccia nella parte posteriore e il radar del cruise control sembra fuori posto. Ovviamente, questo non è sufficiente per non attirare gli sguardi dei passanti. Durante la prova, abbiamo ricevuto diversi complimenti per quest’auto. La gente vuole sapere che auto è, quanto costa e quanto va veloce. Nonostante si tratti di un SUV a quattro cilindri, la Stelvio ha un carattere molto “esotico” e sicuramente non convenzionale. Un passante mi ha addirittura chiesto di “scambiare” la sua Mercedes-AMG GLC43 per questa Alfa Romeo Stelvio.

Alcuni difetti sono però fastidiosi. Per esempio, quando si sblocca l’auto non è presente nessun suono di feedback, se non il suono meccanico dello sblocco delle portiere. Normalmente non sarebbe un problema, ma su un’auto come la Stelvio, un dettaglio simile fa sembrare l’auto meno premium e più economica. Inoltre, chiudendo le portiere, il suono è sordo, al contrario dei suoni molto più attutiti a cui siamo abituati dalla BMW X3. Addirittura una vecchia Mazda CX-9 fa un suono migliore, in questo senso.

All’interno

Una volta all’interno della Stelvio, i pro e i contro rispecchiano quanto visto all’esterno. Il design degli interni sono simili a quelli della Giulia, il che non è un punto a sfavore. Personalmente amiamo il design del volante, del quadro strumenti, della plancia e dell’infotainment. Tutto è di aspetto sportivo ed è davvero gradevole. Tuttavia, una volta che si comincia a toccare i materiali, iniziano a percepirsi i primi problemi.

Per esempio, la leva del cambio ha una fattura che sembra davvero economica; è plasticosa, sembra fragile e i profili sono poco curati. Il feeling non è di qualità e su un’auto così costosa, ciò non va bene. Anche la manopola che controlla l’infotainment – similmente a quella presente sulle BMW per controllare l’iDrive – sembra leggera e poco salda. L’infotainment in generale ha una risoluzione bassa ed è alquanto limitato nelle funzionalità. Lo schermo del navigatore è difficilmente visibile al sole, quindi non sempre è ben leggibile – potreste addirittura preferire il vostro smartphone con un supporto per auto a parte -. Certo, il tutto non è terribile, ma sembra già datato nonostante l’auto sia appena uscita. Un migliore sistema di navigazione “3D Nav” è disponibile a circa €1.000, ma è un optional alquanto costoso se consideriamo il prezzo di listino.

La cosa che ci ha più delusi è la retrocamera. Sappiamo che ormai siamo viziati dalle telecamere 360 di BMW, ma questa retrocamera è imbarazzante. E’ piccola, la risoluzione è estremamente bassa e a meno di condizioni di luce perfette, sarà impossibile riuscire a vedere qualsiasi cosa. Nel 2018, una cosa del genere è inaccettabile, soprattutto per il prezzo della vettura. Non stiamo parlando di un van da €20.000, ma del primissimo SUV dell’Alfa Romeo; ci saremmo aspettati una qualità comparabile alle concorrenti.

Tuttavia, molti di questi difetti si possono tralasciare grazie ad altre qualità indiscusse. Per esempio, la posizione di guida è superba, molto migliore di quella dell’Audi Q5 che abbiamo provato recentemente. Potrete sistemare il sedile in basso come su una vera auto sportiva, ma sarete comunque in grado di vedere fuori dal parabrezza. Le regolazioni del volante sono eccellenti e sempre comode, così come è eccellente il volante stesso. E’ sottilissimo – in contrasto con gli spessi volanti BMW – e il feeling è davvero ottimo. Anche se è rivestito in pelle, sono presenti degli inserti in vinile sulle impugnature che rendono il tutto più piacevole da usare.

La parte migliore degli interni? Quegli straordinari paddle per le cambiate. Sono immensi e montati come su una Ferrari, il che rende la guida di questa Stelvio molto più divertente. Sono davvero incredibili, anche perchè sono interamente fatti d’alluminio e non di plastica (capito, Audi e BMW?). Offrono un senso di lusso davvero alto e il click metallico che si sente utilizzandoli è estremamente gratificante.

Ma questa Stelvio è un SUV dopo tutto, quindi quanto è pratica questa Stelvio? Beh, abbastanza. I sedili posteriori sono lievemente ristretti; la situazione non è pessima come si potrebbe pensare da fuori, ma c’è chi fa di meglio. Anche il bagagliaio non è immenso, anche se ha alcune funzionalità molto pratiche, come i binari con ganci posizionabili e un buon doppio fondo per nascondere gli oggetti più preziosi. Questo SUV è abbastanza pratico, ma non riesce a raggiungere lo spazio a bordo di, per esempio, un’Audi Q5.

Sotto il cofano

L’auto che abbiamo provato era la Stelvio Ti Sport AWD, quindi non la versione super Quadrifoglio. Il motore di questa versione è un 2000cc turbo a quattro cilindri da 280 cavalli e 414 Nm di coppia. Il tempo per lo 0-100 è di 5,4 secondi, mezzo secondo più veloce di una BMW X3 di pari livello. Su strada, l’auto sembra davvero veloce e potente; c’è una piccola latenza a giri bassi nel turbo, ma una volta che questo va a regime, l’auto schizza come un razzo. Speravo in un sound migliore, tuttavia, e inoltre non è assolutamente fluido come il motore B48 della BMW X3. Detto questo, la sua rudezza può anche essere divertente, soprattutto quando si preme a tavoletta il pedale.

Questo piccolo motore a quattro cilindri è accoppiato con un cambio ZF a otto rapporti, come la BMW X3. La maggior parte del tempo, il cambio è fluido e veloce e inoltre è un piacere da utilizzare grazie ai paddle al volante. Anche se il cambio ZF è praticamente sempre impeccabile, Alfa è riuscita a metterci del suo per rovinare le cose. Da fermi, con marcia inserita, avvertirete delle vibrazioni indesiderate di troppo, mentre il passaggio da folle a marcia è a volte un po’ brusco.

In generale, tuttavia, il blocco motore di questa Alfa Romeo Stelvio se la cava egregiamente e l’auto è divertente da guidare. Certo, qualche rifinitura in più sarebbe stata gradita, ma il piacere di guida batte la ruvidità della vettura.

E’ presente l’anima italiana?

Come detto prima, le auto italiane sono solite mascherare le loro pecche tramite delle stupende esperienze di guida. Questa definizione vale anche per la Stelvio? In generale sì, anche se forse questa era una definizione più adatta alla Giulia. D’altronde è ciò che ci aspettavamo, dato che questa Alfa Romeo Stelvio è un SUV, mentre la Giulia è una berlina sportiva. Ciò non toglie che questa Stelvio si lasci guidare con entusiasmo, più di quanto si possa immaginare dall’esterno.

Il volante è ottimo così come il feeling Alfa Romeo. E’ davvero leggero ma super veloce e diretto, quasi come quello di una Ferrari. Ciò che è strano è il fatto che il volante di questa Alfa Romeo Stelvio è tanto veloce quanto quello della Giulia, nonostante la sua natura da SUV. L’anteriore della Stelvio a volte sembra fin troppo nervoso quando si guida proprio per il fatto di avere uno sterzo così reattivo. Insomma, le sterzate rapide destra-sinistra sono possibili, ma dovrete fare attenzione a come controllarle. Detto questo, lo sterzo è davvero preciso ed è un piacere sfruttarlo a dovere; è probabilmente la cosa migliore di quest’auto.

Essendo basata sullo stesso pianale della Giulia, la Stelvio è un’atleta nata. Non solo lo sterzo è rapido, ma lo è tutta la vettura, soprattutto se consideriamo che parliamo di un SUV. Nonostante la nostra vettura di prova avesse una trazione integrale, l’auto tiene per la maggior parte del tempo un comportamento da vettura a trazione posteriore – a meno che la guidiate così aggressivamente da causare un sovrasterzo, ovviamente -. Grazie a ciò, il comportamento in curva è eccellente, ma non sforzatela troppo o potrebbe mancarvi il controllo della vettura per qualche frazione di secondo. Scommettiamo che la Quadrifoglio in questo senso se la cavi molto meglio.

Ciò che ci ha deluso è la qualità della corsa degli ammortizzatori. Quando abbiamo provato la Giulia Quadrifoglio la scorsa estate, siamo rimasti sbalorditi dall’assetto. L’auto era ovviamente rigida, ma in modalità comfort le buche erano appena percettibili. Proprio l’assetto è il settore in cui la Giulia demolisce del tutto la BMW M3; tuttavia, l’Alfa Romeo Stelvio non possiede queste qualità. Le sospensioni sono rigide, ma al tempo stesso si percepiscono troppi movimenti verticali quando si passa su alcune buche, come un SUV tradizionale. Insomma, qui non si vede lo straordinario comportamento che avevano notato sulla Giulia, purtroppo.

Quando guidate in modalità più sportive, tuttavia, questo problema tende a scomparire e riuscirete a divertirvi al meglio grazie allo sterzo, al telaio e al motore, oltre che per gli stupendi paddle.

Conclusione

Gli italiani hanno un dono per riuscire a confezionare i loro prodotti in modo non perfetto, ma allo stesso tempo riuscendo a dare ai loro prodotti qualcosa di speciale che il mondo ama. La torre di Pisa è letteralmente una torre che sta per cadere e gli italiani semplicemente dicono “va bene così”; invece di starne lontani per la paura di qualche disastro, la torre è visitata da milioni di turisti ogni anno che la trovano stupenda. Perfetta nella sua imperfezione. Perchè semplicemente lo è, così come lo è questa Alfa Romeo Stelvio. Un’auto che si fa amare e si lascia guidare con amore, anche se non riusciamo a capire come. E’ un po’ tozza e non rifinita al meglio, ma nasconde dello charme che spinge chi la compra a volerci salire con entusiasmo ogni giorno. Un feeling che forse solo Alfa Romeo sa trasmettere.

Forse è il suo look, forse sono dei dettagli come gli stupendi paddle o magari è lo stemma che cattura il pilota. Qualsiasi sia la ragione, l’Alfa Romeo Stelvio è un’auto non esente da difetti, ma che in un modo o nell’altro piace e cattura. E siamo sicuri che piacerà anche a voi.

About Paolo Colucci

Fondatore del primo forum BMW in Italia nel 2002 è da sempre appassionato del marchio bavarese di cui continua a coltivarne l'interesse e promuovendo eventi e raduni per la propria community

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