mercoledì , 17 ottobre 2018
Home » BMW M » TEST DRIVE: BMW M2 Competition – più vicini alla perfezione

TEST DRIVE: BMW M2 Competition – più vicini alla perfezione

Alla fine del 2015, BMW ha presentato un nuovo modello di punta della Serie 2, soprannominato M2 Coupé. Molti credono che questa M2 fosse la vettura che doveva succedere alla classica 1M e negli ultimi due anni questa coupé sportiva ha guadagnato un buon seguito in tutto il mondo. È di gran lunga, secondo noi, l’auto della divisione M più amata tra quelle di oggi, con una grande fan base che non ha paura di dire la sua. Quando è stata introdotta la M2, l’auto è stata accolta con scetticismo, soprattutto perché alcuni degli elementi M a cui tutti ci eravamo abituati, mancavano.

Sotto il cofano, c’è un motore “di serie” – l’N55 – e non un motore progettato dalla divisione M, come abbiamo visto nelle più recenti auto “M”. Inoltre, la M2 non monta gli specchietti laterali M. All’interno, i sedili sono purtroppo standard e ciò non ha giocato a favore della M2 nei primi periodi.

Tuttavia, la M2 con il motore N55 era ed è ancora un vero spasso da guidare, offre alcune dinamiche di guida impressionanti, dentro e fuori pista, senza sacrificare gran parte dell’esperienza di guida e il comfort quotidiani. Il motore N55, nonostante non sia un’unità M, è considerato uno dei migliori mai costruiti da BMW e la sua potenza aggressiva, il suo sound e la sua reattività sono diventati un cult.

La BMW M2 è stata pensata come la moderna M3 E46, da molti considerata la migliore M3 di tutti i tempi. I fan di questo modello volevano quindi una versione più leggera, più agile e più veloce, simile alla leggendaria BMW M3 CSL E46.

Questa BMW M2 Competition che è stata svelata all’inizio di quest’anno, nonostante non sia il mostro da pista leggero e spigliato che molti fan si aspettavano, è un aggiornamento significativo in termini di prestazioni. Tuttavia, non è tutto rose e fiori, ma si è dovuto scendere a dei compromessi.

Per provare la nuova BMW M2 Competition, BMW M ci ha invitato ad Ascari, in Spagna, per testare la nuova vettura sull’iconico e ostico tracciato da gara. Ma prima di condividere le nostre impressioni di guida, diamo un’occhiata ad alcuni dei cambiamenti apportati rispetto alla M2 standard.

Cominciamo dal protagonista: il motore.

Sotto il cofano si trova lo stesso motore S55 che troviamo sulle BMW M3 e M4. Il motore S55 è un motore biturbo a sei cilindri in linea da 3000cc che eroga 410 CV e 550 Nm. La potenza è lievemente inferiore a quella della M3 standard, ma la coppia è invece invariata. Questo motore S55 ha una mappatura software diversa per diversi mercati. Ad esempio, le auto europee sono leggermente differenziate per merito (o colpa) del filtro antiparticolato, integrato nel già complesso sistema di purificazione dei gas di scarico. Fondamentalmente, questo significa che su queste auto il sound sarà un po’ più aggressivo, mentre negli altri mercati la mappatura sarà differente. Alla fine, però, la potenza è identica in tutti i mercati e quindi per il cliente finale non cambia assolutamente nulla.

BMW ha anche giocato con i sistemi di estrazione e ritorno della coppa dell’olio, per far funzionare il sistema anche sotto lo sforzo di forze G elevate. Anche il sistema di raffreddamento della BMW M2 Competition è stato preso in prestito dalle M3 / M4, il che rappresenta un enorme miglioramento rispetto allo standard M2.

Nella parte anteriore, per gestire meglio il motore S55 più pesante del motore precedente, BMW ha preso in prestito il puntone di precisione CFRP dalle BMW M3 / M4 e anche la staffa del montante. Questo cambiamento fondamentalmente irrigidisce l’avantreno per fornire una risposta più acuta, e anche per gestire meglio il rinnovato peso dell’anteriore – in questo modo si è riusciti a spostare il bilanciamento della vettura dell’1%, raggiungendo una distribuzione dei pesi di 48-52.

I fan della M2 hanno finalmente ricevuto i tanto richiesti specchietti M e i sedili sportivi M, oltre a un design esterno leggermente rinnovato che esalta la sportività della M2 Competition.

Ma ora approfondiamo alcuni degli altri cambiamenti, che avranno un impatto maggiore su come l’auto è percepita dentro e fuori dalla pista.

La M2 Competition è dotata anche di cerchi standard da 19 pollici 788M che sostituiscono i 437M montati sulla M2. E mentre il design delle nuove ruote è piuttosto attraente, il suo peso non lo è. Le ruote sono ora più pesanti del 10% circa. In totale, i cerchi 788M pesano rispettivamente 11.2 kg (24.7 lbs) e 11.9 kg (26.2 lbs) frontalmente e posteriormente. Alcuni mercati hanno la possibilità di scegliere alcune opzioni per i cerchi e in Europa si potrà optare per quelli vecchio stile.

Il sistema frenante era un’altra area in cui erano necessari miglioramenti, e BMW ha mantenuto quella promessa, anche se a un prezzo. I freni M Sport sono a 6 pistoncini anteriormente e 4 pistoni posteriormente, ma aggiungono 16 kg di massa non sospesa, non pochi.

 

Probabilmente una zona in cui tutti noi avremmo voluto dei miglioramenti era quella delle sospensioni. La M2 Competition viene fornita con la stessa identica configurazione della M2 standard: sospensioni fisse senza modifiche hardware, le stesse molle e gli stessi ammortizzatori.

BMW M dice che anche se non sono state apportate modifiche meccaniche, gli ingegneri M hanno avuto l’opportunità di migliorare le caratteristiche del servosterzo elettromeccanico, del differenziale Active M e del DSC (Dynamic Stability Control). Il sistema DSC segue la stessa filosofia di quello montato sulle M3 CS e M4 CS, ovvero si tratta di un sistema DSC ottimizzato che in precedenza era più restrittivo, ma ora, in combinazione con il differenziale a slittamento limitato, offre un’esperienza di guida diversa. Il DSC è meno intrusivo, più fluido rispetto a prima, consentendo al pilota di divertirsi un po’ in curva prima dell’attivazione del sistema. È estremamente fluido anche in modalità MDM, consentendo un po’ di gioco sul posteriore prima del suo ingresso.

Complessivamente, in alcuni mercati, in base alla configurazione standard, la M2 Competition pesa circa 68 chilogrammi in più rispetto alla M2. Ad esempio, una M2 con un cambio manuale pesa 1.565 kg contro i 1.633 kg della M2 Competition.

Detto questo, andiamo a divertirci.

Su pista

Sfortunatamente in alcuni di questi eventi stampa, il tempo su pista può essere limitato e difatti il nostro tempo sul circuito di Ascari con la BMW M2 Competition è stato di 6 giri, iniziando con un giro di ricognizione e terminando con un giro di raffreddamento. Quindi, in sostanza, abbiamo avuto a disposizione solo quattro giri per vedere di che pasta è fatta la M2 Competition su una pista che richiede una sintonia uomo-macchina perfetta. 26 angoli stretti, molti punti ciechi e altitudini, nessun rettilineo.

Nel momento in cui siamo entrati in pista, la personalità del motore S55 è subito emersa. Il sei cilindri da 3000cc ha una trazione molto maggiore ai bassi regimi rispetto al motore N55, ma è meno aggressivo quando si va a tavoletta, offrendo la potenza in modo più graduale. È meglio della precedente M2? Credo che la risposta dipenda dal vostro stile di guida e da come volete che si comporti la vettura quando la spingete a fondo. Alcuni preferiscono l’approccio più docile del motore S55, mentre altri preferiscono la partenza aggressiva del motore N55.

L’auto che abbiamo provato in pista (successivamente su strada l’auto è cambiata) era equipaggiata con il fantastico cambio DCT,  preciso e, ovviamente, regolabile. Il motore della M2 Competition si comporta diversamente rispetto alle sorelle M3 e M4 principalmente a causa dell’approccio disarmonico che BMW ha adottato e della diversa mappatura. È difficile individuare esattamente le differenze esatte senza una prova ravvicinata, ma su questa M2 Competition il motore sembra essere leggermente meno reattivo rispetto a quello della M4 (scelta tutt’altro che insensata dal punto di vista commerciale).

Non appena l’abbiamo buttata in curva, ci siamo calati nell’attenzione più totale in modo da padroneggiare la pista il più velocemente possibile, anche per via dei pochi giri a disposizione. Rispetto alla M2, abbiamo notato immediatamente una maggiore precisione nello sterzo, con virate più nitide e un feedback più preciso, oltre a un rollio laterale ridotto rispetto a prima. BMW ha parlato un po’ dei cambiamenti nella configurazione del software di guida e in effetti la maggiore agilità della vettura si nota. Il frontale più pesante si fa sentire, ma l’aumento della rigidità e la potenza aggiuntiva compensano a dovere. In un certo senso, è giusto dire che la M2 Competition e la M2 hanno caratteri diversi e, a volte, a bordo di questa M2 Competition ci si sente come se si fosse in un’auto completamente diversa e non in una versione migliorata della vettura precedente.

Alcuni di voi si staranno già chiedendo “come sarà il sound di quest’auto rispetto a quello del vecchio motore?”. Lo diciamo onestamente: preferivamo il sound del motore N55, più rude e aggressivo. La M2 Competition è sicuramente più silenziosa di prima, ma comunque riesce a far uscire la sua grinta quando i giri del motore si alzano. Il filtro antiparticolato purtroppo affievolisce la voce di questo motore, quindi possiamo aspettarci che la versione americana sia più rumorosa.

All’interno dell’abitacolo il sound del motore viene amplificato grazie all’Active Sound come d’abitudine, quindi potremo decidere quanto sarà invadente il rumore all’interno.

Le sospensioni sono un altro argomento interessante. In un certo senso, avremmo preferito delle sospensioni adattative che avrebbero abbassato un po’ di più la macchina, regolando al contempo gli smorzatori e le molle. Non c’è dubbio che la M2 Competition potrebbe trarre vantaggio da delle sospensioni adattative, specialmente se si tende ad utilizzare questa vettura in diverse situazioni. Se tendete ad utilizzare la M2 Competition tutti i giorni, le sospensioni fisse non saranno un problema, visto che stiamo parlando di sospensioni comunque affidabili. Tuttavia, in caso di utilizzo su pista, sarà meglio affidarsi ad alcuni prodotti aftermarket.

Ora passiamo ai punti meglio riusciti. Il DSC è semplicemente FENOMENALE. Abbiamo avuto la possibilità di guidare la M3 CS a maggio e abbiamo parlato a lungo con BMW delle modifiche al software del sistema DSC e di come questo possa cambiare il carattere dell’intera vettura. BMW sembra aver imparato questa lezione e l’ha applicata alla M2 Competition. La fluidità della mappatura DSC è immediatamente evidente e vi consenterà di giocare con il posteriore prima di entrare in funzione. Ne abbiamo parlato con altri giornalisti e tutti erano d’accordo a riguardo; ciò può essere da lezione per molte case automobilistiche, dato che anche dei cambiamenti così piccoli possono cambiare molto il modo in cui ci si diverte a bordo di un’auto.

Anche il sistema di frenata potenziato è impressionante e ci ha salvato in un paio di frenate tardive, nonostante il maggiore peso della vettura.

Gli ultimi due giri erano in modalità MDM, che allenta la presa del controllo di stabilità e consente alcune derapate (sempre controllate). La M2 Competition è sicuramente più “sgusciante” in questa modalità, quindi il pilota deve stare più attento. E’ importante rimanere concentrati, precisi, graduali sullo sterzo e meno aggressivi sull’acceleratore onde evitare slittate non controllabili e improvvise. C’è stata una situazione in cui abbiamo lievemente perso il controllo della vettura, ma in quel caso il DSC è riuscito a rimetterci in carreggiata.

In conclusione, se state cercando delle brucianti accelerazioni sui rettilinei, la M2 Competition potrebbe deludervi un po ‘, ma se come noi preferite divertirvi nelle curve, la nuova M2 Competition vi stupirà con le sue fluide dinamiche di guida, con il suo sterzo vivace e con il suo frontale molto rigido nonostante il peso maggiore.

Vale anche la pena sottolineare che, nonostante l’aumento di peso, non vi accorgerete di tale cambiamento durante la guida, un’ottima notizia. La maggior parte dei piloti di M2 che conosco non hanno mai portato la propria auto in pista e possiamo assicurarvi che quest’auto non se la cava per niente male nemmeno nella vita di tutti i giorni!

Su strada

L’itinerario predefinito di 80 chilometri si è svolto sulle strade secondarie intorno a Ronda, una combinazione di curve estremamente strette, scivolose, con della pavimentazione sconnessa e con diversi dislivelli in altezza. Si capisce presto perché BMW ha scelto queste strade per testare la BMW M2 Competition, dato che sono perfette per testare le dinamiche di guida e le sospensioni. Abbiamo provato la versione con cambio manuale a sei rapporti che ci ha fatto divertire come non mai. Il cambio è lo stesso presente nella BMW M2 standard, convertitore di coppia compreso (quando il DSC è attivo). La BMW M2 Competition si è comportata in modo perfetto su tutte le curve, ma in uscita abbiamo percepito il leggero aumento di peso della vettura (seppur di poco).

Fortunatamente il motore S55 oscura l’aumento di peso con la sua maggiore potenza. La strada dissestata ha stressato un po’ le sospensioni e, come ci saremmo aspettati, a bordo abbiamo sentito diverse buche (nonostante i fantastici sedili M), ma nel complesso il risultato è comunque buono.

La M2 Competition si comporta davvero bene in curva, grazie agli pneumatici Michelin Pilot Super Sport 245 / 35 19” ZR sull’anteriore e 265 / 35 19” ZR sul posteriore, che si comportano altrettanto bene anche in pista.

Conclusioni

Per concludere, nonostante alcune piccole imperfezioni, la nuova BMW M2 Competition è ciò che ci si aspetterebbe da una vettura sportiva: molta potenza, trazione posteriore e … un cambio manuale. Questa è una formula che BMW M continua a perfezionare, quindi in un certo senso, abbiamo di fronte un ottimo punto di partenza per poter vedere in futuro un mostro da pista basato su questa M2 Competition. Il sound può essere migliorato grazie agli scarichi M Performance, stessa cosa per gli ammortizzatori e i cerchi (se potete, scegliete quelli della BMW M2); insomma, i tuner di tutto il mondo avranno pane per i loro denti, dato che i difetti di questa BMW M2 Competition sono tutti risolvibili con qualche spesa aftermarket, quindi aspettiamoci in futuro di vedere alcune versioni tuning superare i 500 Cv di potenza.

Il prezzo in Germania dovrebbe aggirarsi verso i €61.000, quindi ci aspettiamo che in Italia si toccheranno i €70.000.

Crediamo inoltre che questa M2 Competition possa preparare la strada per una futura M2 CSL, ma per ora possiamo solo consigliarvi di provarla (se ne avete occasione) e godervi questo compatto, velocissimo gioiellino.

About Paolo Colucci

Fondatore del primo forum BMW in Italia nel 2002 è da sempre appassionato del marchio bavarese di cui continua a coltivarne l'interesse e promuovendo eventi e raduni per la propria community

Vedi anche

ESCLUSIVA: BMW M2 CS in arrivo a primavera 2020

WhatsApp Facebook Twitter Google+ Facebook Messenger Pinterest Telegram LinkedIn “La produzione della BMW M2 CS ...

BMW M2 Competition – RECORD personale al NURBURGRING!

WhatsApp Facebook Twitter Google+ Facebook Messenger Pinterest Telegram LinkedIn Il Test Driver Christian Gebhardt ha ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *