lunedì , 16 gennaio 2017

Alfa Romeo Giulia: primo contatto

Alfa Romeo Giulia porte aperte 28-29 maggio 2026

Alfa Romeo Giulia è il simbolo della rinascita del marchio del biscione. Cerchiamo di capire se può davvero impensierire BMW e le altre tedesche.

Alfa Romeo Giulia è il simbolo della rinascita del marchio del biscione. Cerchiamo di capire se può davvero impensierire BMW e le altre tedesche.

Sappiamo di esser un blog monotematico BMW, ma da quest’anno cercheremo di osservare, anche, come si muovono i principali competitors, tramite “primi contatti” e prove su strada. La prima ad entrare in questa rubrica di confronto è la nuova Alfa Romeo Giulia.

Di lei si è parlato e stra-parlato per anni, ma ora – presente fisicamente il 28-29 Maggio all’interno delle concessionarie Alfa Romeo – possiamo affermare che è reale: eccome se lo è.

L’Alfa Romeo Giulia segna il ritorno del brand del biscione in un segmento già a lei conosciuto, quello delle medie, che con 156 prima e 159 poi, aveva coperto con alti e bassi. Non dilungandoci troppo con quello che è stato in passato, possiamo dividere la storia di Alfa in “pre-Giulia” e “post-Giulia”.

Andiamo a scoprirla!

Primo contatto: l’estetica

La vettura esposta all’interno della Concessionaria UNICAR Alfa Romeo di Salerno, è una Alfa Romeo Giulia Super 2.2 Mjet in tinta Titanio Imola, cerchi da 18″ ed interni in pelle cuoio. La presenza scenica è molto diversa dalle foto. La vettura appare molto bassa, piazzata ed impostata; trasmette un messaggio come a dire “ci sono anche io alla festa”. Come quei tipi “fighi” di una volta che si presentano alle feste in ritardo e che tutti si fermano per osservare.

Ieri erano presenti Alfisti (chi con 156, 159 piuttosto che Giulietta), BMWisti (Serie 1, Serie 3, Serie 5) e Audisti (A3, A4) e tutti – tranne qualche rara eccezione – avevano constatato con mano che, a dispetto delle impressioni del web – la bontà estetica della vettura. Le proporzioni dal vivo sono amplificate, la vettura è “raccolta” con il posteriore che chiude come se fosse una Maserati Ghibli, la linea di cintura ricorda in certi versi le BMW, ma è molto più “latina” e dinamica. Il frontale – a mio avviso il vero punto di forza della vettura – è squisitamente incazzoso.

Molto fa il colore sulla vettura, trasformando la sua indole, da paciosa berlinetta aziendale, ad “incazzoso” incrociatore autostradale.

Insomma, una vettura, molteplici sfumature. Non mi dilungherò molto sull’estetica in se e per se dato che i gusti sono ampiamente soggettivi, ma possiamo parlare degli accoppiamenti dei lamierati, che non hanno mostrato sbavature e sono tutte perfettamente allineati.

Anche la zona del paraurti-fari, è perfettamente raccordata e mostra anche il grande lavoro che è stato fatto in galleria del vento, sopratutto sulla zona posteriore, dove ritroviamo degli incavi sul paraurti atti a dissimulare gli swirl laterali del vento.

Gli interni

La vettura in esposizione era equipaggiata con interni in pelle Tabacco che ben si sposano con un design degli interni che – a seconda della combinazione di colori ed inserti – può esser sportiva ed elegante al contempo. Aprendo la portiera per accedervi, notiamo una marcata solidità della stessa, con doppia guarnizione sia sulla battuta d’arresto dei montanti A e B, sia sulla portiera stessa.

Nella prova di “rumore della chiusura porta”, abbiamo riscontrato un suono sordo e compatto. Le portiere sono leggere, ma danno una grande impressione di solidità. Superata la zona del batticalcagno e delle guida sedili a vista, anche questa oggetto di critiche sul web, che per nulla disturbano nel panorama complessivo degli interni, ci accomodiamo al lato passeggero, o meglio scendiamo. La vettura qui si nota sia improntata per una guida più “rasoterra” possibile. Il grosso tunnel centrale – dove vi è l’albero di trasmissione (anche qui in fibra di carbonio, come su tutte le Alfa Romeo Giulia) – non da impedimenti, ma è a misura di poggia-braccio, senza costringer i più alti a urtare lungo il fianchetto laterale del sedile. Cosa che invece accadrà a chi si siederà al posto di guida e sarà più alto di 1,85 metri.

Il cassetto portaoggetti è realizzato – internamente – un po’ sottotono rispetto alla plancia, ma ha il vantaggio di esser refrigerato e con la discesa frenata.

Vani per riporre gli oggetti ce ne sono a volontà: passando dal bracciolo centrale con presa USB-AUX e 12V supplementare ben nascoste all’interno, al vano di fronte alla leva del cambio. Qui grande e piacevole sorpresa da parte di Alfa Romeo, è di prevedere un cambio manuale su ogni versione.

Spostandoci nel sedile del guidatore, scendiamo al posto guida. Avete presente quando vi sedete all’interno di una culla, raccolti e protetti? Bene questa è la medesima sensazione. La plancia è avvolgente. Il tunnel centrale vi divide fisicamente (ma non troppo) dal passeggero ed ogni comando è a portata di dita.

Poggiando il braccio sul bracciolo centrale possiamo notare come la leva del cambio manuale – in folle – sia distante appena un palmo dalla posizione di riposo: questo è frutto di una progettazione mirata alla sportività di cambiata ed alla velocità della manovra stessa. Ci torneremo poi sul cambio.

Il volante è un piccolo capolavoro. Piccolo…schifosamente piccolo e raccolto. Tagliato in basso con il magnifico pulsante di accensione (Start/Stop per i più smaliziati) a far capolinea sulla sinistra – come sulle vetture da competizione – che ti fa sentire un tutt’uno con essa. Rifinito con cura – un po’ a mio avviso troppo “plasticosi” i pulsanti che comandano la radio ed il navigatore sulle razze – ma è una fesseria in confronto al pellame di qualità presente sull’impugnatura del volante.

Ottima anche la plancetta luci, ben raccordata con il montante laterale che fa seguito sulla portiera e con relativa pulsantiera molto ben integrata. Il poggiagomito della porta laterale è anch’esso molto morbido e sta precisamente dove uno ci aspetta che stia. La plancia – fiore all’occhiello di FAURECIA – è realizzata come se fosse un blocco unico. Zero giunzioni a vista nella parte alta e ben integrata cromaticamente. Non presenta sbavature o cadute di stile.

Dove si “perde” è nella zona cambio, con materiali un po’ troppo differenti fra loro nel trattamento cromatico che creano un po’ di confusione all’occhio. Ma ripetiamo sono “fesserie”.

Dietro? Si sta abbastanza comodi, la vettura è raccolta, con la linea del tetto discendente, che per i più alti può esser una problematica, ma è un compromesso accettabile solo per chi è più basso di 1,85. Oltre si ha qualche difficoltà di accesso e/o di comodità della seduta.

Il baule è abbastanza capiente, dalla forma regolare e piuttosto ben rifinito. Come ogni vettura moderna, non si rifinisce la cappelliera sopra-baule, mostrando a vista la lamiera nuda ed il subwoofer dell’impianto audio ampliato con 11 altoparlanti fornito da Harman-Kardon

Test Drive: come va la Giulia?

Più che test, un primo contatto. Molte persone erano lì in attesa ed il tempo da dedicare ad ogni test-drive doveva – per forza di cose – esser centellinato. Dieci minuti sono bastati per capire alcune sfaccettature della Alfa Romeo Giulia.

Accomodati alla guida di un’esemplare bianco di Alfa Romeo Giulia 2.2 Mjet da 150 CV con cambio manuale, con cerchi da 18″ e gomme Pirelli P7 RFT, ci muoviamo lentamente dal parcheggio della concessionaria verso la strada aperta al pubblico. I dissuasori presenti all’interno del piazzale ci fanno apparire subito una rigidità dell’accoppiata gomme-cerchi sui colpi secchi, che danno un attimo di fastidio. Ma la cosa è ampiamente superabile utilizzando una gomma non RFT, come già molti possessori di BMW sanno.

La frizione è morbida e modulabile. Provenendo da una frizione di una vettura a benzina da 1.3 litri, questa è ovviamente più pesante, ma non fa compiere sforzi immani. Provata in modalità Neutral – con il canonico manettino DNA di Alfa Romeo – la vettura è silenziosa, reattiva, e dallo sterzo molto preciso.

Il cambio è veloce, fluido, e le marce vengono chiamate in automatico. Chicca è la Retromarcia “tutta a sinistra” come era nei cari e bei comandi leva di BMW (per chi non lo fosse a conoscenza il manuale è il medesimo di BMW, ovvero ZF e/o Getrag a seconda se voi prendiate l’Alfa Romeo Giulia o la Giulia Quadrifoglio)

Lo sterzo è precisissimo, con una ridottissima zona morta. Leggero, ma che al crescere delle velocità ci si aspetti si indurisca maggiormente. Rispetto al pieno comando idraulico ZF della mia vecchia Serie 5, è molto più leggero. Dove vuoi che le ruote anteriori vadano, lui le imposta. Il sedile contiene i cambi repentini di direzione e l’appoggio per il piede sinistro è molto comodo per puntellarsi.

Il posteriore segue fedelmente il tutto e l’auto è come se fosse sui binari. Non ha una incertezza ed in appoggio nei curvoni veloci (>100 km/h in autostrada) non si scompone minimamente.

Il motore al contempo, pur avendo soli 150 CV, è fluido. Molto pastoso, e sebbene con soli 2000 km percorsi (soli di TEST Drive dalle ore 9:00 di mattina, io ho avuto modo di salire a bordo della vettura alle 11:30, NdR) risulta molto elastico. Spinge “vigorso” fino ai 3500 rpm, per poi cadere naturalmente. Il meglio credo la dia in accoppiata con l’ottimo ZF 8 Marce automatico. Ma si perderebbe il gusto di quel sano cambio manuale che da tempo avevo rimosso.

Passiamo in Dynamic. La vettura a parte un cambio di grafica all’interno dello schermo da 8.8″ black panel, non fa presagire molto il cambio di anima.

Lo sterzo da leggerissimo, diventa leggero, ed il motore sale in maniera più “cattiva”. Ma son sfumature. Dove ci si accorge del cambiamento è nel reparto sospensivo, dove la logica di intervento delle barre anti-rollio si fa più preponderante e rende la vettura molto più precisa in inserimento e secca sulle asperità. Nei cambi di direzione per evitare le buche nell’asfalto a circa 70 km/h, la vettura non fa una piega ed il telaio segue tutti i cambi di carico.

Molto modubalibi i freni. Subito un ottimo feeling al pedale e sembra non abbiano segni di affaticamento.

Insomma in questa vettura, chi ha guidato una BMW, si sente subito a casa.

In conclusione

L’Alfa Romeo Giulia è il ritorno di Alfa Romeo. Ha qualche pecca di gioventù, qualche sbavatura di primo acchito, ma la vettura c’è.

Chi come il sottoscritto, possiede BMW, troverà in questa Alfa Romeo tutte le caratteristiche che un tempo erano di BMW.

Comodità e sportività, lusso e sport, antitesi e tesi insieme. Ma allora perchè comprarla se come fascia di prezzo siamo alla pari delle blasonate tedesche? Perchè è la prima vettura che ti senti cucita addosso in appena 2 km di guida. E questa è una sensazione che nemmeno sull’ultima BMW Serie 3 F30 si è trovata.

La comprerei? Sicuramente sì.

Questo l’allestimento della vettura

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Un commento

  1. complimenti a chi ha scritto questo articolo.
    condivido pienamente ogni cosa scritta.

    carlo.

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